
L'estate del non ritorno
"... in quello sguardo non c'era niente d'ingenuo o d'intuitivo, solo la cieca consapevolezza di una realtà troppo terribile... Avevo le gambe intorpidite e la testa mi ronzava, quando Meg mi fece cenno di andarcene di lì..." Cam e Meg, amiche del cuore, trascorrono insieme una vacanza in campagna. Attratte dall'atmosfera sinistra di una villa circondata da un misterioso giardino, iniziano per gioco a spiarne gli abitanti. Ma il gioco si rivela sempre più pericoloso... sottolineato dal ritmo narrativo veloce e incalzante fino all'imprevedibile rivelazione finale. Sara Boero, classe 1985, costruisce una storia degna di un classico dell'orrore utilizzando il codice linguistico della sua generazione.
"... in quello sguardo non c'era niente d'ingenuo o d'intuitivo, solo la cieca consapevolezza di una realtà troppo terribile... Avevo le gambe intorpidite e la testa mi ronzava, quando Meg mi fece cenno di andarcene di lì..." Cam e Meg, amiche del cuore, trascorrono insieme una vacanza in campagna. Attratte dall'atmosfera sinistra di una villa circondata da un misterioso giardino, iniziano per gioco a spiarne gli abitanti. Ma il gioco si rivela sempre più pericoloso... sottolineato dal ritmo narrativo veloce e incalzante fino all'imprevedibile rivelazione finale. Sara Boero, classe 1985, costruisce una storia degna di un classico dell'orrore utilizzando il codice linguistico della sua generazione.
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L'estate del non ritorno—
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Description
"... in quello sguardo non c'era niente d'ingenuo o d'intuitivo, solo la cieca consapevolezza di una realtà troppo terribile... Avevo le gambe intorpidite e la testa mi ronzava, quando Meg mi fece cenno di andarcene di lì..." Cam e Meg, amiche del cuore, trascorrono insieme una vacanza in campagna. Attratte dall'atmosfera sinistra di una villa circondata da un misterioso giardino, iniziano per gioco a spiarne gli abitanti. Ma il gioco si rivela sempre più pericoloso... sottolineato dal ritmo narrativo veloce e incalzante fino all'imprevedibile rivelazione finale. Sara Boero, classe 1985, costruisce una storia degna di un classico dell'orrore utilizzando il codice linguistico della sua generazione.










