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Conferenze e discorsi (1937-1958)
Trentaquattro discorsi pubblici pronunciati
da Albert Camus dal 1937 al 1958 e raccolti
per la prima volta in volume. Di intervento in
intervento lo scrittore descrive e affronta quella
che definisce la “crisi dell’uomo”, si sforza di
restituire voce e dignità a coloro che ne sono stati
privati da mezzo secolo di rumore e rabbia.
Sono discorsi pieni di un profondo senso di civiltà.
Per Albert Camus, infatti, quella di uomo è una
professione, ritagliata su misura per ogni individuo,
che consiste nell’opporsi al male del mondo
per diminuirne la sofferenza.
E lo scrittore non può sottrarsi a questo compito,
né a questo onore: “Preferisco uomini impegnati
a letterature impegnate” scrive Camus nei suoi
Taccuini. “Il coraggio nella vita e il talento nelle
opere non sono poi così male.” È sottile il distinguo
fra cultura e civiltà, ma è sulla seconda, unita
al sentimento fraterno, che gli uomini devono
poter contare per vincere l’eterna lotta contro
il loro destino.
Trentaquattro discorsi pubblici pronunciati
da Albert Camus dal 1937 al 1958 e raccolti
per la prima volta in volume. Di intervento in
intervento lo scrittore descrive e affronta quella
che definisce la “crisi dell’uomo”, si sforza di
restituire voce e dignità a coloro che ne sono stati
privati da mezzo secolo di rumore e rabbia.
Sono discorsi pieni di un profondo senso di civiltà.
Per Albert Camus, infatti, quella di uomo è una
professione, ritagliata su misura per ogni individuo,
che consiste nell’opporsi al male del mondo
per diminuirne la sofferenza.
E lo scrittore non può sottrarsi a questo compito,
né a questo onore: “Preferisco uomini impegnati
a letterature impegnate” scrive Camus nei suoi
Taccuini. “Il coraggio nella vita e il talento nelle
opere non sono poi così male.” È sottile il distinguo
fra cultura e civiltà, ma è sulla seconda, unita
al sentimento fraterno, che gli uomini devono
poter contare per vincere l’eterna lotta contro
il loro destino.
$25.75
Conferenze e discorsi (1937-1958)—
$25.75
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Trentaquattro discorsi pubblici pronunciati
da Albert Camus dal 1937 al 1958 e raccolti
per la prima volta in volume. Di intervento in
intervento lo scrittore descrive e affronta quella
che definisce la “crisi dell’uomo”, si sforza di
restituire voce e dignità a coloro che ne sono stati
privati da mezzo secolo di rumore e rabbia.
Sono discorsi pieni di un profondo senso di civiltà.
Per Albert Camus, infatti, quella di uomo è una
professione, ritagliata su misura per ogni individuo,
che consiste nell’opporsi al male del mondo
per diminuirne la sofferenza.
E lo scrittore non può sottrarsi a questo compito,
né a questo onore: “Preferisco uomini impegnati
a letterature impegnate” scrive Camus nei suoi
Taccuini. “Il coraggio nella vita e il talento nelle
opere non sono poi così male.” È sottile il distinguo
fra cultura e civiltà, ma è sulla seconda, unita
al sentimento fraterno, che gli uomini devono
poter contare per vincere l’eterna lotta contro
il loro destino.