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Un frutto acerbo
Wiola vive in una comunità agricola molto unita,
ha un gatto nero di nome Nerino, suo padre
è un disertore diventato tassidermista, sua madre
le dice che uccidere i ragni porta lampi e fulmini.
Wiola non deve mai entrare nella stanza segreta
della sarta, colleziona le etichette delle scatole
dei fiammiferi, è una brava ragazza cattolica
cresciuta tra fiabe e superstizioni. È questo
il perimetro di un’adolescenza a Hektary, villaggio
rurale nella Polonia degli anni ottanta. I ricordi
di Wiola sono precisi, intensi, sensuali: giocosità
e capricci emergono dai pettegolezzi delle donne
del villaggio, dalle voci di visite dal papa e dalla
raccolta delle ciliegie, mentre i disordini politici
e gli uomini predatori proiettano ombre scure
su una vita perlopiù spensierata. Wioletta Greg
debutta nella prosa con una storia di formazione
dai contorni vividi raccontando il fortissimo
legame con la sua terra.
Wiola vive in una comunità agricola molto unita,
ha un gatto nero di nome Nerino, suo padre
è un disertore diventato tassidermista, sua madre
le dice che uccidere i ragni porta lampi e fulmini.
Wiola non deve mai entrare nella stanza segreta
della sarta, colleziona le etichette delle scatole
dei fiammiferi, è una brava ragazza cattolica
cresciuta tra fiabe e superstizioni. È questo
il perimetro di un’adolescenza a Hektary, villaggio
rurale nella Polonia degli anni ottanta. I ricordi
di Wiola sono precisi, intensi, sensuali: giocosità
e capricci emergono dai pettegolezzi delle donne
del villaggio, dalle voci di visite dal papa e dalla
raccolta delle ciliegie, mentre i disordini politici
e gli uomini predatori proiettano ombre scure
su una vita perlopiù spensierata. Wioletta Greg
debutta nella prosa con una storia di formazione
dai contorni vividi raccontando il fortissimo
legame con la sua terra.
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-65%Un frutto acerbo—
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Wiola vive in una comunità agricola molto unita,
ha un gatto nero di nome Nerino, suo padre
è un disertore diventato tassidermista, sua madre
le dice che uccidere i ragni porta lampi e fulmini.
Wiola non deve mai entrare nella stanza segreta
della sarta, colleziona le etichette delle scatole
dei fiammiferi, è una brava ragazza cattolica
cresciuta tra fiabe e superstizioni. È questo
il perimetro di un’adolescenza a Hektary, villaggio
rurale nella Polonia degli anni ottanta. I ricordi
di Wiola sono precisi, intensi, sensuali: giocosità
e capricci emergono dai pettegolezzi delle donne
del villaggio, dalle voci di visite dal papa e dalla
raccolta delle ciliegie, mentre i disordini politici
e gli uomini predatori proiettano ombre scure
su una vita perlopiù spensierata. Wioletta Greg
debutta nella prosa con una storia di formazione
dai contorni vividi raccontando il fortissimo
legame con la sua terra.











