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Pompei pop::Storie pompeiane dai Borboni ai Pink Floyd
Gli scavi di Pompei rappresentano una delle mete irrinunciabili per gli appassionati di archeologia e per il vasto campionario del turismo globale. Ma al di là del fascino irresistibile di una città romana del I secolo dC rimasta quasi intatta perché sepolta per secoli dalle ceneri di un’eruzione del Vesuvio è stata anche protagonista di vicende e casi curiosi, singolari, a volte incredibili, fin dalla sua scoperta e dall’inizio degli scavi, abbandonati e ripresi più volte a partire dalla metà del Settecento. Pompei fu luogo di visite di ospiti illustri della corte borbonica nell’Ottocento; privata a lungo di molte pitture e altri oggetti a tema erotico per alimentare il gabinetto segreto del Museo archeologico di Napoli; ispirazione per Il flauto magico di Mozart e per molti artisti delle avanguardie novecentesche; ambientazione ideale di film “peplum”, di romanzi d’avventura, di serie televisive anche recenti e perfino – nel suo anfiteatro – di un memorabile concerto dei Pink Floyd nel 1971: senza pubblico, ma visibile in forma di documentario (Pink Floyd: Live at Pompeii).
Gli scavi di Pompei rappresentano una delle mete irrinunciabili per gli appassionati di archeologia e per il vasto campionario del turismo globale. Ma al di là del fascino irresistibile di una città romana del I secolo dC rimasta quasi intatta perché sepolta per secoli dalle ceneri di un’eruzione del Vesuvio è stata anche protagonista di vicende e casi curiosi, singolari, a volte incredibili, fin dalla sua scoperta e dall’inizio degli scavi, abbandonati e ripresi più volte a partire dalla metà del Settecento. Pompei fu luogo di visite di ospiti illustri della corte borbonica nell’Ottocento; privata a lungo di molte pitture e altri oggetti a tema erotico per alimentare il gabinetto segreto del Museo archeologico di Napoli; ispirazione per Il flauto magico di Mozart e per molti artisti delle avanguardie novecentesche; ambientazione ideale di film “peplum”, di romanzi d’avventura, di serie televisive anche recenti e perfino – nel suo anfiteatro – di un memorabile concerto dei Pink Floyd nel 1971: senza pubblico, ma visibile in forma di documentario (Pink Floyd: Live at Pompeii).
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Gli scavi di Pompei rappresentano una delle mete irrinunciabili per gli appassionati di archeologia e per il vasto campionario del turismo globale. Ma al di là del fascino irresistibile di una città romana del I secolo dC rimasta quasi intatta perché sepolta per secoli dalle ceneri di un’eruzione del Vesuvio è stata anche protagonista di vicende e casi curiosi, singolari, a volte incredibili, fin dalla sua scoperta e dall’inizio degli scavi, abbandonati e ripresi più volte a partire dalla metà del Settecento. Pompei fu luogo di visite di ospiti illustri della corte borbonica nell’Ottocento; privata a lungo di molte pitture e altri oggetti a tema erotico per alimentare il gabinetto segreto del Museo archeologico di Napoli; ispirazione per Il flauto magico di Mozart e per molti artisti delle avanguardie novecentesche; ambientazione ideale di film “peplum”, di romanzi d’avventura, di serie televisive anche recenti e perfino – nel suo anfiteatro – di un memorabile concerto dei Pink Floyd nel 1971: senza pubblico, ma visibile in forma di documentario (Pink Floyd: Live at Pompeii).









