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Perugino nel Rinascimento italiano
La nuova Galleria nazionale dell’Umbria dedica in questi mesi una mostra – in occasione del quinto centenario della morte – a Pietro Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve 1448 circa - Fontignano 1523). “Art e Dossier” torna quindi a riservare un nuovo aggiornatissimo dossier al maestro umbro, che lavorò fianco a fianco con Botticelli e Leonardo nella bottega fiorentina del Verrocchio; fu a contatto con le opere di Piero della Francesca, Ghirlandaio. Lippi, Angelico, Gozzoli; lavorò in Toscana, in Umbria, in Vaticano nella Cappella sistina (una delle sue opere sarebbe poi stata cancellata per far posto al Giudizio universale di Michelangelo); tra i suoi allievi, anche Raffaello. Insomma, Perugino si colloca al centro, e da protagonista, della vicenda intera del Rinascimento italiano, ed è in questo ruolo che viene affrontata la sua figura in questo dossier. La sua pittura è esemplare della ricerca di armonia, equilibrio, precisione nel disegno, luminosità del colore che rappresenta in sintesi l’ideale artistico del periodo in cui visse.
La nuova Galleria nazionale dell’Umbria dedica in questi mesi una mostra – in occasione del quinto centenario della morte – a Pietro Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve 1448 circa - Fontignano 1523). “Art e Dossier” torna quindi a riservare un nuovo aggiornatissimo dossier al maestro umbro, che lavorò fianco a fianco con Botticelli e Leonardo nella bottega fiorentina del Verrocchio; fu a contatto con le opere di Piero della Francesca, Ghirlandaio. Lippi, Angelico, Gozzoli; lavorò in Toscana, in Umbria, in Vaticano nella Cappella sistina (una delle sue opere sarebbe poi stata cancellata per far posto al Giudizio universale di Michelangelo); tra i suoi allievi, anche Raffaello. Insomma, Perugino si colloca al centro, e da protagonista, della vicenda intera del Rinascimento italiano, ed è in questo ruolo che viene affrontata la sua figura in questo dossier. La sua pittura è esemplare della ricerca di armonia, equilibrio, precisione nel disegno, luminosità del colore che rappresenta in sintesi l’ideale artistico del periodo in cui visse.
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La nuova Galleria nazionale dell’Umbria dedica in questi mesi una mostra – in occasione del quinto centenario della morte – a Pietro Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve 1448 circa - Fontignano 1523). “Art e Dossier” torna quindi a riservare un nuovo aggiornatissimo dossier al maestro umbro, che lavorò fianco a fianco con Botticelli e Leonardo nella bottega fiorentina del Verrocchio; fu a contatto con le opere di Piero della Francesca, Ghirlandaio. Lippi, Angelico, Gozzoli; lavorò in Toscana, in Umbria, in Vaticano nella Cappella sistina (una delle sue opere sarebbe poi stata cancellata per far posto al Giudizio universale di Michelangelo); tra i suoi allievi, anche Raffaello. Insomma, Perugino si colloca al centro, e da protagonista, della vicenda intera del Rinascimento italiano, ed è in questo ruolo che viene affrontata la sua figura in questo dossier. La sua pittura è esemplare della ricerca di armonia, equilibrio, precisione nel disegno, luminosità del colore che rappresenta in sintesi l’ideale artistico del periodo in cui visse.









