Dopo il successo di Passaggio in Sardegna il
viaggio di Massimo Onofri continua in Sicilia:
l’isola da sempre amata ma poi perduta
nella nostalgia. E Onofri parte da lì, da dove
lo avevamo lasciato, cioè dal centro della Sardegna,
con lo stesso spirito di quelle camicie
rosse che s’imbarcarono, nel 1860, da Quarto
per Marsala. Un viaggio verso quella terra-continente,
bellissima e feroce, mitica e dolorosamente
contemporanea, che i più grandi siciliani
dell’ultimo scorcio del secolo scorso hanno
patito come irredimibile. Ma i siciliani possono
ancora salvarsi? Onofri vuole verificare, una
volta di più, le ragioni d’una sconfitta che è
metafisica, prima che storica e antropologica,
affidandosi magari a una nuova speranza.
Un viaggio fuori dei percorsi obbligati dall’esotismo
di massa, alla ricerca di sé, del sé. Ecco,
allora, Palermo sontuosamente inesistente,
con la sua corda pazza, il suo vitalissimo senso
di morte; Catania felicissima e mondana,
col suo erotismo di natura e quotidiano; Enna,
elegantissima, alta e sola; Comiso viva e cordiale;
Siracusa dolcissima e utopica; Marsala
in versi e prosa; Caltanissetta operosa e civile;
Agrigento con e senza Pirandello; Messina che,
alla fine di tutto, non c’è. E poi: i silenzi di Sciascia,
gli ignoti marinai di Consolo, le euforie di
Bufalino, le passioni di Guttuso e Buttitta, i sogni
dipinti di Giuseppe Modica, e molto altro
ancora. Una vera e propria guida-romanzo da
affiancare alla guida turistica per entrare più
profondamente nell’interiorità di una grande terra dalle stratificazioni culturali molteplici
e complesse. Un’opera magmatica, ricchissima
tanto di informazioni quanto di stimoli, di suggestioni,
di illuminazioni; una originale nuova
frontiera della narrazione.