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L'educazione estetica dell'uomo::Testo tedesco a fronte
La Rivoluzione francese influenzò essenzialmente la letteratura e la riflessione tedesche posteriori al 1789, i cui autori intesero e progettarono le loro opere come una sorta di risposta creativa alle questioni che la Storia aveva appena iscritto all'ordine del giorno politico. Sappiamo però come a una prima fase di entusiasmo, seguirono il disincanto e poi persino l'avversione dichiarata nei confronti di un movimento che, nato e identificato inizialmente come una lotta per i diritti e le libertà civili, giunse a tradire i propri ideali con l'epilogo del Terrore. A questo travagliato percorso spirituale appartiene la ''serie di lettere'' occasionalmente scritte da Schiller nel 1793 per ringraziare il principe Friedrich Christian von Schleswig-Holstein-Augustenburg, dal quale era stato economicamente sostenuto in un momento di grave difficoltà. Quella prima serie di lettere andò disgraziatamente distrutta l'anno successivo in un incendio del palazzo reale di Copenaghen. Ciò costrinse Schiller a riscrivere le proprie lettere che, nel frattempo arricchite dell'ulteriore meditazione estetica schilleriana, decise infine di pubblicare sulla propria rivista ''Die Horen'' (1795). E' questa la definitiva stesura che oggi possiamo leggere come uno dei massimi capolavori dell'estetica di fine Settecento. ''L'educazione estetica dell'uomo. Una serie di lettere'' profila il disegno utopico di una rigenerazione dell'umanità, da determinare mediante una ''educazione'' della sfera sentimentale appunto tramite l'arte. Il ''saggio introduttivo'' ricostruisce il contesto storico-genetico dell'opera e ne discute i problemi fondamentali. Le ''note al testo'' illuminano puntualmente singoli passi e riferimenti talora solo impliciti. Le ''parole chiave'' focalizzano i termini concettuali delle argomentazioni su cui si costruisce l'intera opera. La bibliografia propone sia titoli indispensabili per la comprensione del capolavoro schilleriano sia titoli per un suo più ampio inquadramento. Il testo tedesco a fronte è quello dell'edizione canonica di riferimento ''Schillers Werke''.
La Rivoluzione francese influenzò essenzialmente la letteratura e la riflessione tedesche posteriori al 1789, i cui autori intesero e progettarono le loro opere come una sorta di risposta creativa alle questioni che la Storia aveva appena iscritto all'ordine del giorno politico. Sappiamo però come a una prima fase di entusiasmo, seguirono il disincanto e poi persino l'avversione dichiarata nei confronti di un movimento che, nato e identificato inizialmente come una lotta per i diritti e le libertà civili, giunse a tradire i propri ideali con l'epilogo del Terrore. A questo travagliato percorso spirituale appartiene la ''serie di lettere'' occasionalmente scritte da Schiller nel 1793 per ringraziare il principe Friedrich Christian von Schleswig-Holstein-Augustenburg, dal quale era stato economicamente sostenuto in un momento di grave difficoltà. Quella prima serie di lettere andò disgraziatamente distrutta l'anno successivo in un incendio del palazzo reale di Copenaghen. Ciò costrinse Schiller a riscrivere le proprie lettere che, nel frattempo arricchite dell'ulteriore meditazione estetica schilleriana, decise infine di pubblicare sulla propria rivista ''Die Horen'' (1795). E' questa la definitiva stesura che oggi possiamo leggere come uno dei massimi capolavori dell'estetica di fine Settecento. ''L'educazione estetica dell'uomo. Una serie di lettere'' profila il disegno utopico di una rigenerazione dell'umanità, da determinare mediante una ''educazione'' della sfera sentimentale appunto tramite l'arte. Il ''saggio introduttivo'' ricostruisce il contesto storico-genetico dell'opera e ne discute i problemi fondamentali. Le ''note al testo'' illuminano puntualmente singoli passi e riferimenti talora solo impliciti. Le ''parole chiave'' focalizzano i termini concettuali delle argomentazioni su cui si costruisce l'intera opera. La bibliografia propone sia titoli indispensabili per la comprensione del capolavoro schilleriano sia titoli per un suo più ampio inquadramento. Il testo tedesco a fronte è quello dell'edizione canonica di riferimento ''Schillers Werke''.
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La Rivoluzione francese influenzò essenzialmente la letteratura e la riflessione tedesche posteriori al 1789, i cui autori intesero e progettarono le loro opere come una sorta di risposta creativa alle questioni che la Storia aveva appena iscritto all'ordine del giorno politico. Sappiamo però come a una prima fase di entusiasmo, seguirono il disincanto e poi persino l'avversione dichiarata nei confronti di un movimento che, nato e identificato inizialmente come una lotta per i diritti e le libertà civili, giunse a tradire i propri ideali con l'epilogo del Terrore. A questo travagliato percorso spirituale appartiene la ''serie di lettere'' occasionalmente scritte da Schiller nel 1793 per ringraziare il principe Friedrich Christian von Schleswig-Holstein-Augustenburg, dal quale era stato economicamente sostenuto in un momento di grave difficoltà. Quella prima serie di lettere andò disgraziatamente distrutta l'anno successivo in un incendio del palazzo reale di Copenaghen. Ciò costrinse Schiller a riscrivere le proprie lettere che, nel frattempo arricchite dell'ulteriore meditazione estetica schilleriana, decise infine di pubblicare sulla propria rivista ''Die Horen'' (1795). E' questa la definitiva stesura che oggi possiamo leggere come uno dei massimi capolavori dell'estetica di fine Settecento. ''L'educazione estetica dell'uomo. Una serie di lettere'' profila il disegno utopico di una rigenerazione dell'umanità, da determinare mediante una ''educazione'' della sfera sentimentale appunto tramite l'arte. Il ''saggio introduttivo'' ricostruisce il contesto storico-genetico dell'opera e ne discute i problemi fondamentali. Le ''note al testo'' illuminano puntualmente singoli passi e riferimenti talora solo impliciti. Le ''parole chiave'' focalizzano i termini concettuali delle argomentazioni su cui si costruisce l'intera opera. La bibliografia propone sia titoli indispensabili per la comprensione del capolavoro schilleriano sia titoli per un suo più ampio inquadramento. Il testo tedesco a fronte è quello dell'edizione canonica di riferimento ''Schillers Werke''.











