
1 / 2
Inferno
L’elegia è il tono prevalente
nella prima cantica del
poema, che mette in scena
i tormenti dei condannati
alla morte perenne. Le
descrizioni delle loro
fisionomie e delle loro
tribolazioni infernali hanno
sempre un che di patetico...
La condizione abissale
non lascia spazio che alla
disperazione e al rimpianto,
a meno di non possedere
l’orgoglio inestirpabile di
un Farinata degli Uberti. E
già Francesca, nel quinto
canto, aveva pronunciato un
lamentoso ricordo predicato
elegiacamente come un
raccontare piangendo. Lo
stesso marchio di fabbrica
elegiaco tornerà ad essere
esibito nell’episodio dove
l’effetto lacrimevole tocca
il suo culmine, cioè in quello del conte Ugolino.
L’elegia è il tono prevalente
nella prima cantica del
poema, che mette in scena
i tormenti dei condannati
alla morte perenne. Le
descrizioni delle loro
fisionomie e delle loro
tribolazioni infernali hanno
sempre un che di patetico...
La condizione abissale
non lascia spazio che alla
disperazione e al rimpianto,
a meno di non possedere
l’orgoglio inestirpabile di
un Farinata degli Uberti. E
già Francesca, nel quinto
canto, aveva pronunciato un
lamentoso ricordo predicato
elegiacamente come un
raccontare piangendo. Lo
stesso marchio di fabbrica
elegiaco tornerà ad essere
esibito nell’episodio dove
l’effetto lacrimevole tocca
il suo culmine, cioè in quello del conte Ugolino.
$11.12
Inferno—
$11.12
Description
L’elegia è il tono prevalente
nella prima cantica del
poema, che mette in scena
i tormenti dei condannati
alla morte perenne. Le
descrizioni delle loro
fisionomie e delle loro
tribolazioni infernali hanno
sempre un che di patetico...
La condizione abissale
non lascia spazio che alla
disperazione e al rimpianto,
a meno di non possedere
l’orgoglio inestirpabile di
un Farinata degli Uberti. E
già Francesca, nel quinto
canto, aveva pronunciato un
lamentoso ricordo predicato
elegiacamente come un
raccontare piangendo. Lo
stesso marchio di fabbrica
elegiaco tornerà ad essere
esibito nell’episodio dove
l’effetto lacrimevole tocca
il suo culmine, cioè in quello del conte Ugolino.




















