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Il modello dimensionale in psicologia::Sostituire le categorie diagnostiche con un’alternativa maggiormente basata sulla scienza e meno stigmatizzante
Il modello dimensionale in psicologia fornisce un manifesto per una rivoluzione nella modalità con cui pensiamo ai problemi psicologici. I tempi per una svolta radicale sono ormai maturi, poiché un numero crescente di psicologi e psichiatri propone di cambiare approccio nelle prossime edizioni del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) e della Classificazione internazionale delle malattie (ICD) o di abbandonarli completamente. Lahey sostiene una visione dei problemi psicologici che è molto meno stigmatizzante e meglio supportata dai dati, ma che richiederà grandi cambiamenti nel pensiero. Prima
di tutto, non c’è una netta distinzione tra il funzionamento psicologico “normale” e “anormale”: i problemi psicologici non riflettono “malattie” della mente rare e terribili, ma sono espressione di modi problematici di pensare, sentire e comportarsi che si trovano su un continuum dimensionale da “lieve” a “grave”. Inoltre i problemi psicologici sono aspetti ordinari dell’esperienza umana, nel senso che sono comuni ed emergono attraverso la stessa interazione naturale di influenze genetiche e ambientali come altri aspetti del comportamento umano.
Il modello dimensionale in psicologia fornisce un manifesto per una rivoluzione nella modalità con cui pensiamo ai problemi psicologici. I tempi per una svolta radicale sono ormai maturi, poiché un numero crescente di psicologi e psichiatri propone di cambiare approccio nelle prossime edizioni del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) e della Classificazione internazionale delle malattie (ICD) o di abbandonarli completamente. Lahey sostiene una visione dei problemi psicologici che è molto meno stigmatizzante e meglio supportata dai dati, ma che richiederà grandi cambiamenti nel pensiero. Prima
di tutto, non c’è una netta distinzione tra il funzionamento psicologico “normale” e “anormale”: i problemi psicologici non riflettono “malattie” della mente rare e terribili, ma sono espressione di modi problematici di pensare, sentire e comportarsi che si trovano su un continuum dimensionale da “lieve” a “grave”. Inoltre i problemi psicologici sono aspetti ordinari dell’esperienza umana, nel senso che sono comuni ed emergono attraverso la stessa interazione naturale di influenze genetiche e ambientali come altri aspetti del comportamento umano.
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Il modello dimensionale in psicologia fornisce un manifesto per una rivoluzione nella modalità con cui pensiamo ai problemi psicologici. I tempi per una svolta radicale sono ormai maturi, poiché un numero crescente di psicologi e psichiatri propone di cambiare approccio nelle prossime edizioni del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) e della Classificazione internazionale delle malattie (ICD) o di abbandonarli completamente. Lahey sostiene una visione dei problemi psicologici che è molto meno stigmatizzante e meglio supportata dai dati, ma che richiederà grandi cambiamenti nel pensiero. Prima
di tutto, non c’è una netta distinzione tra il funzionamento psicologico “normale” e “anormale”: i problemi psicologici non riflettono “malattie” della mente rare e terribili, ma sono espressione di modi problematici di pensare, sentire e comportarsi che si trovano su un continuum dimensionale da “lieve” a “grave”. Inoltre i problemi psicologici sono aspetti ordinari dell’esperienza umana, nel senso che sono comuni ed emergono attraverso la stessa interazione naturale di influenze genetiche e ambientali come altri aspetti del comportamento umano.











