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Il giorno in cui smetterò di dire sì
Per vent’anni Elin è stata un impeccabile
medico di base, la madre di due figli, che
hanno ormai lasciato il nido, e la devota
moglie di Aksel. Una famiglia perfetta in
un quartiere perfetto. Fino a che gli amici, i
viaggi, le cene, il sesso sono scomparsi, per
suo marito esiste solo lo sci di fondo e lei si
ritrova in casa da sola in compagnia di bicchieri
di vino sempre più grandi.
Ma prima di Aksel c’è stato Bjørn che improvvisamente,
tramite Facebook, irrompe
di nuovo nella sua vita, mettendola letteralmente
sottosopra. Elin, infatti, adesso vive
nel suo studio medico su una scomodissima
poltrona-letto Ikea per nascondersi da Aksel
tanto quanto da Bjørn, e l’unico uomo che
la capisce – o almeno quello che ne resta –
sembra essere Tore, lo scheletro di plastica
appeso nell’ambulatorio.
Il tempo in cui riusciva a tenere separata la
vita privata da quella professionale è ormai
un lontano ricordo: che senso ha fingere,
mantenere la facciata, quando tutto sta crollando?
A volte troppa consapevolezza è una
maledizione e l’unico modo per sopravvivere
è fare finta di niente; ma che succede
quando si ha la tendenza a dire sempre di sì?
Con grande ironia e una prosa tagliente e
spietata, Nina Lykke ritrae la società in cui
viviamo e tutte le nostre inquietudini e nevrosi,
anche quelle che non osiamo confessare
nemmeno a noi stessi. Impossibile non
riconoscersi nei suoi personaggi.
Per vent’anni Elin è stata un impeccabile
medico di base, la madre di due figli, che
hanno ormai lasciato il nido, e la devota
moglie di Aksel. Una famiglia perfetta in
un quartiere perfetto. Fino a che gli amici, i
viaggi, le cene, il sesso sono scomparsi, per
suo marito esiste solo lo sci di fondo e lei si
ritrova in casa da sola in compagnia di bicchieri
di vino sempre più grandi.
Ma prima di Aksel c’è stato Bjørn che improvvisamente,
tramite Facebook, irrompe
di nuovo nella sua vita, mettendola letteralmente
sottosopra. Elin, infatti, adesso vive
nel suo studio medico su una scomodissima
poltrona-letto Ikea per nascondersi da Aksel
tanto quanto da Bjørn, e l’unico uomo che
la capisce – o almeno quello che ne resta –
sembra essere Tore, lo scheletro di plastica
appeso nell’ambulatorio.
Il tempo in cui riusciva a tenere separata la
vita privata da quella professionale è ormai
un lontano ricordo: che senso ha fingere,
mantenere la facciata, quando tutto sta crollando?
A volte troppa consapevolezza è una
maledizione e l’unico modo per sopravvivere
è fare finta di niente; ma che succede
quando si ha la tendenza a dire sempre di sì?
Con grande ironia e una prosa tagliente e
spietata, Nina Lykke ritrae la società in cui
viviamo e tutte le nostre inquietudini e nevrosi,
anche quelle che non osiamo confessare
nemmeno a noi stessi. Impossibile non
riconoscersi nei suoi personaggi.
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Il giorno in cui smetterò di dire sì—
$17.44
Description
Per vent’anni Elin è stata un impeccabile
medico di base, la madre di due figli, che
hanno ormai lasciato il nido, e la devota
moglie di Aksel. Una famiglia perfetta in
un quartiere perfetto. Fino a che gli amici, i
viaggi, le cene, il sesso sono scomparsi, per
suo marito esiste solo lo sci di fondo e lei si
ritrova in casa da sola in compagnia di bicchieri
di vino sempre più grandi.
Ma prima di Aksel c’è stato Bjørn che improvvisamente,
tramite Facebook, irrompe
di nuovo nella sua vita, mettendola letteralmente
sottosopra. Elin, infatti, adesso vive
nel suo studio medico su una scomodissima
poltrona-letto Ikea per nascondersi da Aksel
tanto quanto da Bjørn, e l’unico uomo che
la capisce – o almeno quello che ne resta –
sembra essere Tore, lo scheletro di plastica
appeso nell’ambulatorio.
Il tempo in cui riusciva a tenere separata la
vita privata da quella professionale è ormai
un lontano ricordo: che senso ha fingere,
mantenere la facciata, quando tutto sta crollando?
A volte troppa consapevolezza è una
maledizione e l’unico modo per sopravvivere
è fare finta di niente; ma che succede
quando si ha la tendenza a dire sempre di sì?
Con grande ironia e una prosa tagliente e
spietata, Nina Lykke ritrae la società in cui
viviamo e tutte le nostre inquietudini e nevrosi,
anche quelle che non osiamo confessare
nemmeno a noi stessi. Impossibile non
riconoscersi nei suoi personaggi.