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Cassandra muta::Intellettuali e potere nell'Italia senza verità
Quando Cassandra parla, dice la verità: ma è giudicata un intralcio, una ''sacerdotessa del no''. Quando Cassandra tace è perché sta sul carro del potere: e poco cambia che ci sia salita volontariamente, o che ci sia stata tradotta in catene. Il risultato è lo stesso: il tradimento degli intellettuali, e cioè il silenzio della critica. Lo vediamo ogni giorno: nel conformismo dei giornali e dell'università, nella trasformazione della cultura in intrattenimento, nello svuotamento della scuola.
Ma costruire una società critica, una società del dissenso, è la condizione vitale per il futuro della democrazia.
Ma costruire una società critica, una società del dissenso, è la condizione vitale per il futuro della democrazia.
Quando Cassandra parla, dice la verità: ma è giudicata un intralcio, una ''sacerdotessa del no''. Quando Cassandra tace è perché sta sul carro del potere: e poco cambia che ci sia salita volontariamente, o che ci sia stata tradotta in catene. Il risultato è lo stesso: il tradimento degli intellettuali, e cioè il silenzio della critica. Lo vediamo ogni giorno: nel conformismo dei giornali e dell'università, nella trasformazione della cultura in intrattenimento, nello svuotamento della scuola.
Ma costruire una società critica, una società del dissenso, è la condizione vitale per il futuro della democrazia.
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Quando Cassandra parla, dice la verità: ma è giudicata un intralcio, una ''sacerdotessa del no''. Quando Cassandra tace è perché sta sul carro del potere: e poco cambia che ci sia salita volontariamente, o che ci sia stata tradotta in catene. Il risultato è lo stesso: il tradimento degli intellettuali, e cioè il silenzio della critica. Lo vediamo ogni giorno: nel conformismo dei giornali e dell'università, nella trasformazione della cultura in intrattenimento, nello svuotamento della scuola.
Ma costruire una società critica, una società del dissenso, è la condizione vitale per il futuro della democrazia.
Ma costruire una società critica, una società del dissenso, è la condizione vitale per il futuro della democrazia.











