
Autoritratto di gruppo
Il più sconcertante libro sulla generazione del '68 è già un classico nel genere autobiografico. Luisa Passerini alterna la scrittura personale (memorie familiari, diari del presente, spunti di sedute psicoanalitiche) con le interviste a protagonisti del '68 su esperienze cruciali come la presa di parola politica dei giovani, le rivolte contro i poteri costituiti e la morale borghese, i dilemmi tra pacifismo e violenza nel Movimento. Il libro è oggi arricchito da un saggio, in cui l'autrice riflette sulla memoria del '68 con due studiosi più giovani, Emmanuel Betta ed Enrica Capussotti.
Il più sconcertante libro sulla generazione del '68 è già un classico nel genere autobiografico. Luisa Passerini alterna la scrittura personale (memorie familiari, diari del presente, spunti di sedute psicoanalitiche) con le interviste a protagonisti del '68 su esperienze cruciali come la presa di parola politica dei giovani, le rivolte contro i poteri costituiti e la morale borghese, i dilemmi tra pacifismo e violenza nel Movimento. Il libro è oggi arricchito da un saggio, in cui l'autrice riflette sulla memoria del '68 con due studiosi più giovani, Emmanuel Betta ed Enrica Capussotti.
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Autoritratto di gruppo—
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Il più sconcertante libro sulla generazione del '68 è già un classico nel genere autobiografico. Luisa Passerini alterna la scrittura personale (memorie familiari, diari del presente, spunti di sedute psicoanalitiche) con le interviste a protagonisti del '68 su esperienze cruciali come la presa di parola politica dei giovani, le rivolte contro i poteri costituiti e la morale borghese, i dilemmi tra pacifismo e violenza nel Movimento. Il libro è oggi arricchito da un saggio, in cui l'autrice riflette sulla memoria del '68 con due studiosi più giovani, Emmanuel Betta ed Enrica Capussotti.











